Silenzi

Silenzi

“Cerco, tacito,

il suono del silenzio:

cerco, di te,

consenso.”

SILENZI di ANTONIO BELSITO è una raccolta tesa a restituire consistenza, significato al silenzio, ma finanche a sottolineare la centralità della parola nel rebus misterioso dell’esistenza. L’autore affronta in queste pagine temi classici, come l’amore, il rapporto con il mondo, con la natura, il tempo, e lo fa con un’attenzione costante alla musicalità del verso, all’equilibrio della forma. La maternità è, altresì, un tema ricorrente in questa silloge, e non solo in quelle poesie in cui l’autore fa riferimento in maniera più o meno esplicita all’ambito familiare e al calore materno, ma quasi in tutti i suoi versi si scorge il tema della potenzialità (della fertilità); dunque la madre, la donna, incarna, nella poesia di Antonio Belsito, la depositaria per eccellenza del segreto della vita, di ciò che potrebbe accadere come di ciò che è già accaduto. Il grembo infine, simbolo eccellente, protegge questo segreto, questo intreccio “d’amori nascenti, / di vite coese e sentite”.

(Estratto dalla prefazione)

“ ‘Silenzi’ è la voce del “silente fragore” del cuore, dell’anima.”

Pubblicazione non più disponibile per l’acquisto perché esaurita.

ESTRATTI DEL LIBRO:

“Intreccio di amori nascenti,
di vite coese e sentite.
Intreccio di gioie condivise
di segreti ambiti.

Lodevoli movimenti sonori
di vita di grembo e umori.”

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“Sorridere senza diverbi
senza dispute e senza condanne.
Sorridere nel miglior momento
sorridere nel peggior momento.

Sorridere quando si è soli,
quando si è lontani,
quando si pensa…

Sorridere quando si è in due,
quando si sta per diventare tre,
quando il mondo non te lo permette.

Sorridi sempre,
in ogni momento,
per ogni avvenimento.

Sorridere è vivere
rimarginare ferite
annoverare speranze.

Cogliere la vita
così come si presenta.
Poter immortalare
ogni singolo momento
in fotogrammi,
e finalmente sorridendo
veder scorrere
la propria vita.”

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“Voce,
che altra voce
porti via.

Male,
che altro male
produci.

Morte,
che di vita
ti sazi.

Prigioniera degli uomini
e altri ne fai…

Guerra,
dalle macabre tonalità
lambisci cuori umani
con disumana mestizia.

Oasi,
per gli assetati
di potere.

Ristoro,
per gli affaticati
dalla pace.

Amuleto,
per gli sfortunati…!!

GUERRA.”

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“E il sangue scorre
come champagne
mentre altri, con lo stesso,

brindano.

E il sangue tinge
come colori,
mentre altri, con gli stessi,

dipingono.

E tele e tele
di rosso imbevute
regalano orgogliosi,

e bicchieri e ancora
altri bicchieri
di prezioso champagne

offrono;

come mantide religiosa
s’apprestano ad inghiottir
altri uomini per poi…
poter restare e sentirsi

Uomini.”

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“Mentre il vento rapiva
le parole al tuo orecchio,
altre ne sussurrava…
e tu, inerme, non capivi.”

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“Scandisci, tiranno…
Vigilante eterno!”

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“Accatastati gli uni sopra gli altri
m’imprimono l’ansia del sapere.”

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“È il mondo
di chi ignora e acconsente
di chi grida e di chi non sente.
È il mondo di chi agisce in sinergia,
di chi da solo vuol far
follia.

È il mondo
di chi va a ponente e di chi a levante,
di chi mente e di chi crede fermamente
nella gente.
È il mondo del tabacco e del caffé,
il mondo di chi c’è e non c’è.

È il mondo
di Galileo, la sacra sfera.
È il mondo
della storia che rivela.

Il mondo della musica,
del piano;
di chi s’illude e
non va lontano.

È il mondo
delle varie religioni,
del sacro e del profano.
Del Dio Umano.

Di chi crede
d’essere essenziale:
un essere banale.
Di chi vive con
Allegria;
di chi piange all’Allegoria.”

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“Un soffio di vento,
un lume spento.

Un soffio di vento,
gaio è il momento.”

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“Eterna vita,
intrinseca passione,
scia indelebile.

Lume quotidiano,
amore primordiale,
affatto banale.

Virtù e vizio,
gioia e tristezza,
bontà e vanità.

Verità.”